Maria Pia Calzone: la mia generazione

L'attrice rivelata al grande pubblico da 'Gomorra' è tra i protagonisti di 'Napoli Velata' di Ferzan Ozpetek e 'Benedetta Follia' di Carlo Verdone

Maria Pia Calzone

Maria Pia Calzone

Marco Spagnoli 19 dicembre 2017

“Mi ritengo un persona molto fortunata: nel mio lavoro se certi ruoli non arrivano entro una certa età anagrafica, dopo diventa molto più difficile riuscire a fare un certo percorso. Non impossibile, certo, ma più complicato.” Maria Pia Calzone riflette con grande semplicità sul momento della carriera che sta affrontando con intelligenza e saggezza. All’età di cinquant’anni, infatti, l’attrice romana sta vivendo una notorietà che le era mancata fino a qualche tempo fa. La serie fantasy Sirene creata da Ivan Cotroneo, Benedetta Follia di Carlo Verdone e Napoli Velata di Ferzan Ozpetek hanno messo questa interprete elegante e sensuale al centro dell’attenzione a dispetto di quello che è scritto sulla carta di identità. Attiva da tempo sia al cinema che in televisione, è stata rivelata al grande pubblico grazie alla prima stagione di Gomorra diretta da Stefano Sollima. “Sono tanti gli attori bravi e le attrici di talento che, però, questa possibilità di dimostrare chi sono non ce l’hanno avuta.”  Osserva Maria Pia Calzone.


Questo è un fenomeno abbastanza nuovo al cinema: Meryl Streep e Helen Mirren hanno dimostrato che il pubblico è pronto a seguire storie con protagoniste donne non più giovanissime…


Il pubblico e le attrici sono pronte a raccontare storie diverse e nuove: il problema è semmai capire se produttori e distributori sono pronti a fare altrettanto. E’ evidente che in una società come la nostra dove gli adulti sono in maggioranza le loro storie possono incontrare un grande pubblico. Di questa consapevolezza, però, è necessario si convincano anche quali sono le persone che scelgono che cosa raccontare agli spettatori sia al cinema che in televisione. Io credo che sia fondamentale la capacità di distinguere le storie e produrre narrazioni differenti fa bene agli spettatori, ma anche “all’economia”. Potere scegliere è sempre segno di arricchimento rispetto ad un’omogeneità che rischia, il più delle volte, di diventare pattume.


E questo è un anno per lei nel segno della diversità...


Sono fortunata, perché chi mi ha notata in Gomorra in un personaggio così complesso e inaccessibile ha avuto la lungimiranza di offrirmi ruoli completamente differenti. Lo stesso Carlo Verdone, che io avevo incontrato in una trasmissione televisiva, mi ha detto di essere rimasto molto sorpreso quando mi ha conosciuto di persona: si aspettava una donna dura e spigolosa, e invece, si è trovato dinanzi me che sono un’altra persona solare e allegra.


Verdone ha anche aggiunto di essersi detto “quanto deve essere brava questa attrice se mi ha convinto di essere tutt’altro”…


Carlo Verdone è un grande regista e anche una persona straordinaria. Abbiamo lavorato molto bene insieme e se poi aggiungiamo il fatto che - in questi mesi - ho anche interpretato una sirena con tanto di pinna, ecco posso dire che fortunatamente non vengo mai chiamata per ruoli che non si facciano notare…questo periodo, fortunatamente, ho la possibilità di scegliere i personaggi che mi interessa portare sullo schermo. Per un attore è una grandissima libertà quella di non dovere rispondere all’esigenza di lavoro che è quello che ho fatto per tutta la vita.


Come dicono gli inglesi ‘working actress’


Ci sono ruoli e storie che non ci appassionano e che eppure dobbiamo interpretare perché questo è il nostro lavoro. Siamo attori ed è quello che ci viene richiesto. Io, invece, in questi mesi ho la fortuna di fare quello che mi piace.


Potendo scegliere, quali donne le piacerebbe portare sullo schermo?


Più che a dei ruoli penso a dei generi. Da ragazza avrei tanto voluto interpretare delle commedie, ma non mi era stato possibile. Oggi che, invece, mi sono tolta questo gusto mi piacerebbe potere interpretare un film intimo fatto di silenzi, più che di esternazioni. Cinematograficamente vorrei soffrire un po’ sullo schermo…


La sua carriera è la prova che qualcosa sta cambiando nella nostra società…


Fino adesso non facevi in tempo a fare la moglie che già ti ritrovavi a fare la nonna…


Oggi che – in tutto il mondo – le cinquantenni sono le nuove quarantenni il problema è sempre quello: come sei all’età che hai, qualsiasi essa sia. Oggi la ricerca ossessiva della gioventù ha insegnato molto alle donne che hanno appreso molto dai loro sbagli. La mia generazione di ex ragazze è abbastanza solida: non abbiamo paura di mostrare i segni dell’età con corpi giovani e nervosi che vivono la vita con mentalità giovane e non solo con gli zigomi. Non l’ho scelto, ma trovo essere lusinghiero e gratificante essere portavoce di una femminilità non giovane, ma che può ancora dire molte cose ed essere percepita come interessante e – perché no – anche affascinante, facendo breccia anche nelle ragazze di oggi proponendo un modello femminile nuovo…

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