Albanese: Cetto rappresenta il peggio dell'Italia

Il nuovo film di Cettolaqualunque è al vertice del Box Office

Antonio Albanes durante l'intervista di Marco Spagnoli

Antonio Albanes durante l'intervista di Marco Spagnoli

Marco Spagnoli 27 novembre 2019
Con 2.834.590 Euro CETTO C’È SENZADUBBIAMENTE è il film più visto della settimana.

Uscito nelle sale il 21 novembre il grande ritorno al cinema di Cetto La Qualunque, l’indimenticabile personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese, si aggiudica nel primo weekend di uscita una media di 4.072 euro in 609 schermi con il terzo capitolo della cosiddetta 'trilogia del pilu'.
 
Prodotto dalla Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli, da Fandango e da Vision Distribution, CETTO C’È SENZADUBBIAMENTE è scritto dallo stesso Albanese con Piero Guerrera e diretto da Giulio Manfredonia."Sono molto orgoglioso di questa maschera e di questo personaggio."qualcosa di noi e dell’Italia in cui viviamo. Ho sempre puntato alla provocazione. Cetto è il frutto di un percorso, oggi, forse più attuale di ieri: Perego, il Ministro della Paura, Epifanio sono personaggi che mi hanno portato fino qua. Il cinema risente del tempo in cui esiste. In determinati momenti tu senti il bisogno di denunciare qualcosa e qualcuno con caratteri diversi. Oggi suoni in una maniera, domani hai la necessità di farlo diversamente."


Intervista Antonio Albanese from Marco Spagnoli on Vimeo.



"Per tale motivo volevo tornare a portarlo sullo schermo con un’idea eversiva che dicesse 


Cetto c'è senza dubbiamente
di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Caterina Shulha, Gianfelice Imparato, Davide Giordano

Cetto la Qualunque ha lasciato la politica e l'Italia per trasferirsi felicemente in Germania, dove ha avviato una catena di ristoranti e pizzerie e ha trovato una bella moglie tedesca che gli ha dato una figlia. Ma quando la zia che l'ha cresciuto, sorella di sua madre, lo chiama al capezzale Cetto torna in Calabria, precisamente a Marina di Sopra, dove ora è sindaco suo figlio Melo. La zia ha un segreto da rivelargli: Cetto non è, come aveva sempre creduto, figlio di un venditore ambulante di candeggina, ma l'erede naturale del principe Luigi Buffo di Calabria. Dunque decide di trattenersi al Sud e godere dei privilegi del ruolo di sovrano "assolutista", con il sostegno di un aristocratico gattopardiano. Ma non "tutto tutto" è rose e fiori, e anche il rapporto di Cetto con moglie e figlio verranno messi in gioco.