Vacanze di Natale a...Betlemme

Il film già campione di incassi 'Il Primo Natale' di Ficarra e Picone è una commedia intelligente e divertente

Ficarra e Picone sul set de 'Il Primo Natale'

Ficarra e Picone sul set de 'Il Primo Natale'

Marco Spagnoli 18 dicembre 2019

“Durante le feste il cinema ci ha sempre proposto dei viaggi particolari: e più di così non si poteva, perché ne Il Primo Natale facciamo un viaggio fino all’anno zero, alla radice di quello che è il significato del Natale, ovvero il compleanno di Gesù.” Salvo Ficarra e Valentino Picone sono giustamente orgogliosi del loro nuovo film che li vede registi e protagonisti: Il Primo Natale scritto insieme a Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini è una favola natalizia dal grande cuore in cui un prete e un ladro di opere d’arte tornano indietro all’anno zero alla nascita di Gesù. Un percorso pieno di ostacoli e di sorprese che riporta inevitabilmente al viaggio dell’altra coppia di comici Troisi e Benigni in Non ci resta che piangere, sebbene, come sempre nel cinema di Ficarra e Picone, la trama divertente costituisca un po’ un alibi per commentare ironicamente il nostro presente. “Sono passati tre anni da L’Ora Legale e avevamo voglia di raccontare un’altra storia che ci rappresentasse.” Continuano i due attori e registi “sono successe tante cose nelle nostre vite e nella vita pubblica, quindi sentivamo il bisogno di affrontare questo argomento alla nostra maniera.”


Nel cast ci sono anche Roberta Mattei e Massimo Popolizio che porta sullo schermo il Re Erode “Noi e Massimo ci siamo trovati subito e ci siamo sintonizzati sull’onda del film: è un attore attentissimo di cui ci siamo innamorati per la sua cura delle sfumature. E’ una risorsa straordinaria per il cinema italiano.” Spiegano Ficarra e Picone “Volevamo un “cattivo cattivissimo” alla Jack Nicholson, ma anche un uomo che nella sua cattiveria dimostra sì tanta ironia. I nostri film sono sempre corali, anche nel caso di questo che resta soprattutto un road movie dove ci siamo circondati di attori bravissimi, ma poco conosciuti perché volevamo che arrivando insieme a noi nell’anno zero, il pubblico non trovasse facce a cui appoggiarsi e si abbandonasse completamente alla storia e a quell’epoca lì.”


Intervista a Ficarra e Picone su 'Il Primo Natale'. from Marco Spagnoli on Vimeo.



Come nasce Il primo Natale?


Era un’idea che desideravamo sviluppare e raccontare da prima de L’Ora Legale e che si è concretizzata così come la volevamo soltanto adesso. Volevamo fare un film per Natale che, però, raccontasse qualcosa in più e che potesse essere visto e rivisto anche in altri momenti dell’anno per il suo valore.  Del resto noi ‘scomodiamo’ il cinema solo quando abbiamo davvero qualcosa da dire. Altrimenti ci dedichiamo ad altro: al teatro, alla televisione e agli spettacoli. Abbiamo lavorato tanto tanto per rendere questa storia semplice. Il nostro obiettivo finale era la semplicità.


La confezione del film è molto curata…


Abbiamo collaborato con grandissimi professionisti di tutti i settori: dalla fotografia di Daniele Ciprì, i costumi di Cristina Francioni fino ad arrivare alle scenografie di Francesco Frigeri abbiamo voluto assecondare il nostro piacere estetico nel vedere un film così al cinema sul grande schermo con la massima qualità.


Qual è stata la cosa più difficile?


La comodità ci sta “scomoda”: ci sentiamo a disagio nel doverci ripresentare al pubblico uno schema narrativo che – in qualche maniera – conosce. Noi, per nostra scelta, non facciamo sequel e lavoriamo solo su storie nuove e originali: in questo caso siamo ancora più voluti uscire dalla nostra confort zone andando a girare il film in Marocco. Un racconto in parte in costume con centinaia di comparse e animali con un caldo di oltre cinquanta gradi. Ci siamo messi al servizio della storia che volevamo raccontare. Del resto la regia non è muovere la macchina da presa, ma coordinare tutto per assecondare la tua idea di racconto. Abbiamo cercato di mettere a frutto il meglio delle nostre esperienze del passato.


La vostra coppia si evolve sempre film dopo film…


E’ tutto molto spontaneo: come attori e come registi facciamo i film che vogliamo, ma anche quelli che ci assomigliano. Del resto con il trascorrere del tempo cambia il tuo passo nella vita e anche quello sulla scena pur mantenendo sempre il nostro entusiasmo e la nostra sincerità. Dobbiamo confessare che questo film ha toccato in tutti noi delle corde molto particolari. Scava nella nostra infanzia, nei nostri ricordi e nei nostri sentimenti verso la storia di Gesù e del suo messaggio. Abbiamo riso molto nello scriverlo e nel farlo, ma anche rivedendolo ci siamo emozionati e commossi.