Edoardo Leo: "A quasi 50 anni voglio iniziare un percorso nuovo"

L'attore è protagonista de 'La Dea Fortuna' di Ferzan Ozpetek e di '18 regali' ispirato ad una storia vera

Edoardo Leo

Edoardo Leo

Marco Spagnoli 26 dicembre 2019

“Non è avvenuto per caso, ma è stato attentamente pianificato questo anno di ruoli più seri e – per certi versi – impegnati ed impegnativi. È un periodo in cui volevo esplorare territori nuovi facendo un’unica commedia: ovvero il film di Massimiliano Bruno, Non ci resta che il crimine 2 in uscita a marzo” spiega Edoardo Leo che vediamo a breve distanza ne La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek al fianco di Stefano Accorsi e Jasmine Trinca, nonché in 18 regali di Francesco Amato con Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli.

Storie diversissime tra loro, che restituiscono un momento di maturità dell’attore e regista romano. “Del resto ho 47 anni” continua Leo “e ho voglia di parlare di cose che conosco un po’ meglio come la paternità. Sono fermamente convinto che il pubblico non debba conoscere la vita privata di un attore e per questo non ne parlo mai. Però, oggi, mi interessano temi ed argomenti che sono più vicini a chi sono oggi rispetto a quello che succedeva sette o otto anni fa.”
Edoardo Leo è diretto da Ferzan Ozpetek per la prima volta ne La Dea Fortuna, una storia ispirata al regista da fatti realmente accaduti e che vede protagonisti Arturo (Stefano Accorsi) e Alessandro (Leo) una coppia da più di quindici anni, ma in crisi da tempo. L'improvviso arrivo nelle loro vite di due bambini lasciati loro in custodia da Annamaria (Jasmine Trinca), la migliore amica di Alessandro, dà un'insperata svolta alla loro stanca routine.
“Ozpetek è uno dei registi con cui volevo lavorare e il cui cinema mi è sempre piaciuto molto.” Osserva Edoardo Leo “Essere chiamato da lui è stata una gioia e avevo ragione, perché il lavoro con lui è entusiasmante. Ferzan si concentra sulle sfumature, sui dettagli, sul come cucire insieme a te la sceneggiatura tenendo conto sempre del meglio e della cosa giusta. Questo film ricorda molto le atmosfere di Saturno Contro e delle Fate Ignoranti. Due film che avevano nel cast il mio compagno questa volta sullo schermo che non conoscevo bene: Stefano Accorsi. Non avevo mai lavorato con lui, non eravamo amici. Così abbiamo scoperto, invece, insieme diverse affinità e abbiamo lavorato molto bene nel portare sullo schermo la storia di una coppia qualsiasi la cui omosessualità non incide molto sul racconto, mentre la crisi, quella sì, è molto presente nelle loro esistenze. Credo che tutti possano identificarsi in queste due persone a dispetto delle preferenze sessuali. Quando arrivano i bambini a sconvolgere le loro vite ecco, infatti, che questi due uomini alzano lo sguardo da loro stessi dirigendolo su altri esseri umani di cui si devono prendere cura. È la scoperta di qualcosa diverso nella persona con cui hai condiviso parte della tua vita, rispetto al suo comportamento nei confronti di una situazione inattesa".
Il cambiamento arriva in un momento in cui Leo sta scrivendo il suo nuovo film da regista che dovrebbe girare l’anno prossimo per uscire nel 2021. Sceneggiatura e titolo restano ancora segreti, mentre evidente è la voglia di trasformarsi e di crescere dal punto di vista umano ed artistico: “Ero arrivato ad un punto in cui avevo paura di ripetermi" osserva, “avevo la sensazione di dovere dare al pubblico qualcosa di differente e gettare le basi per qualcos’altro di nuovo e inatteso. Con le commedie vai più ‘sul sicuro’, ma io non amo sentirmi troppo a mio agio e ho voluto scegliere progetti più difficili rispetto al passato come la serie televisiva Ognuno è Perfetto di Giacomo Campiotti dove interpreto il papà di un bambino down".
In 18 regali Edoardo Leo porta sullo schermo un personaggio reale: il film, infatti, è ispirato alla storia di Elisa Girotto, che aveva solo quarant’anni quando un male incurabile l’ha tolta all’affetto dei suoi cari, a suo marito e alla sua famiglia, alla sua bambina di appena un anno. Elisa ha però trovato un modo di restarle accanto: 18 regali per cercare di accompagnare, anno dopo anno, la crescita della sua bambina, per lasciarle il segno di una presenza spirituale, per farle capire che l’amore non si ferma davanti a nulla.
Edoardo Leo puntualizza: “Ho conosciuto il marito di Elisa e sua figlia che oggi ha tre anni. Sono andato a casa loro per capire quello che è successo a quest’uomo prima di interpretarlo. È stato un momento incredibile e mi ha dato la giusta misura per interpretare una storia di grande forza e di amore straordinari. Faccio me stesso a 35 anni e a 55 anni. Un viaggio umano ed interpretativo molto forte. È un racconto poetico ed amorevole, senza alcun compiacimento nel raccontare una storia dolorosa e triste. È un film pieno d’amore ed un inno alla speranza".
Il futuro di Edoardo Leo è lungi dall’essere definito “Sono stato fortunato: ho avuto successo, le cose sono andate bene, ma io sulla soglia dei cinquant’anni mi sento tutt’altro che arrivato e, piuttosto ancora all’inizio di un percorso. Ho ancora tanto da imparare e tanti registi con cui ho voglia di lavorare: Virzì, Salvatores, Bellocchio…tanti…in più io stesso come regista mi sento di stare appena cominciando, perché la passione è ancora alta eppoi perché chi, come viene, dalla commedia ha molta voglia di fare dei film per capire ed interpretare questo momento storico alla mia generazione. È una cosa che faccio già con il mio spettacolo Ti racconto una storia che un work in progress continuo. È qualcosa che vorrei fare anche al cinema e quindi cercherò di conquistarlo e, soprattutto, di meritarmelo. ”