Gianni Amelio: "Edi Rama apprezzò Lamerica e adesso le sue parole sono sincere"

Il grande regista commenta il discorso del Presidente albanese alla partenza di 30 medici per l'Italia nel quale Rama ha mostrato la gratitudine verso l'Italia

Gianni Amelio

Gianni Amelio

Marco Spagnoli 29 marzo 2020

E’ un discorso senza un filo di retorica e non ha alcun tipo di ‘atteggiamento’ o calcolo politico. Lui la politica la fa, perché ci crede: è un uomo sincero che dice delle cose solo perché poi le fa.


Il regista Gianni Amelio non è sorpreso dal discorso che il Presidente dell’Albania Edi Rama ha pronunciato nell’accompagnare trenta medici albanesi in partenza per Brescia “Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile e le risorse umane e logistiche della nostra guerra non sono illimitate, ma oggi noi non possiamo tenere le forze di riserva in attesa che siano chiamate, mentre in Italia, dove si stanno curando in ospedali di guerra anche albanesi feriti dal nemico, hanno un enorme bisogno di aiuto.
Ha detto all’aeroporto, mentre salutava i medici in partenza, il Capo dello Stato albanese “È vero che tutti sono rinchiusi dentro le loro frontiere, anche Paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse perché non siamo ricchi ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà. Questa è una guerra in cui nessuno può vincere da solo. E voi coraggiosi membri di questa Missione per la Vita state partendo per una guerra che è anche la nostra. Oggi noi siamo tutti italiani. E l’Italia la deve vincere questa guerra, anche per noi, per l’Europa e per il mondo intero.


Parole commoventi, rimbalzate da tutte le televisioni che non sorprendono ed emozionano il regista – come tutti – in quarantena a Roma nel suo appartamento pieno di libri e di film. “E’ strano che abbia fatto carriera in politica un uomo del suo spessore” Aggiunge Amelio “che io ho conosciuto ragazzo.


Quando lo ha incontrato?


Quando è uscito il mio film Lamerica, la sua è stata la sua unica voce fuori dal coro in tutta l’Albania. All’epoca, una nazione limitata dal punto di vista culturale e che aveva come massima espressione uno scrittore che non voglio nominare, perché aborro i suoi scritti e la sua visione del mondo. Edi Rama, invece, non solo non guardava all’Albania dal suo salotto di Parigi, ma era un giovane universitario molto agguerrito che faceva una rivista in francese e in albanese. Un giornale che parlava della nazione e della sua situazione con grande coraggio. Edi Rama aveva un grande coraggio: non si nascondeva dietro all’idea che gli altri potessero giudicare il suo come un paese povero e fuori dai giri culturali. Era sincero e quando uscì Lamerica lo considerò una specie di "faro". Le sue parole, in un articolo, mi toccarono il cuore perché del mio film esaltavano la forza e l’umanesimo e ne riconoscevano l’amore per l’Albania che trasudava dalle immagini che io avevo girato.
Rimase molto colpito dal finale con i primi piani degli Albanesi che sorridono e che sperano, mentre vanno verso il ‘paradiso italiano’. Lo conobbi allora e dopo avergli scritto ci siamo incontrati in Albania e in Italia: da allora ci siamo visti tante volte per parlare del suo paese e del nostro.


Perché dice che è "strano" che un politico come lui abbia fatto carriera?


Perché è un uomo molto sincero, privo di ogni retorica: anche nel discorso di oggi parla di fatti concreti e non ci sono concessioni alla demagogia. E’ una persona che crede nei valori e negli ideali. E si sente. Come Sindaco di Tirana ha cambiato il volto di quella città che, così, ha finalmente iniziato a respirare. E’ molto amato e molto odiato, così come sempre succede quando si tratta di personalità molto forti. Lui non fa dichiarazioni “accattivanti”: mi ha anche meravigliato perché io lo conosco come un uomo di poche parole, quasi ‘brusco’. E certamente tutt’altro che un piacione o volutamente “simpatico”. E’ l’opposto di tanti personaggi che imparano la simpatia alla scuola della politica: ne conosciamo tanti in Italia e non solo. Rama, invece, è del tutto fuori dagli schemi di questo tipo.


Quindi non è sorpreso?


Ho ritrovato nelle sue parole e nella sua espressione il ragazzo di quella volta di tanti anni fa. Una persona che anche allora parlava di fraternità, traducendo questo termine così forte e preciso dal francese, la lingua in cui allora comunicavamo. Oggi, invece, parliamo in italiano che lui adesso conosce alla perfezione.