Il Rap è la parola contro il regime di Ergodan

When I am done dying opera seconda della regista turca Nisan Dag è stato presentato a Tallin con grande successo

Courtesy of Magnolia Pictures: When I am done dying

Courtesy of Magnolia Pictures: When I am done dying

Marco Spagnoli 28 novembre 2020

When I am done dying racconta la storia di un aspirante rapper interpretato da Oktay Çubuk nella Turchia di oggi, mentre prova ad emanciparsi dalla droga a buon mercato che circola nelle periferie turche e intreccia un amore con una ragazza molto diversa da lui.

Un film intenso che ha conquistato il pubblico del Festival di Tallin, ma che – ovviamente  - non ha avuto alcun supporto dal governo turco.
Nisan Dag è una regista di grande talento che guarda con notevole cura al proprio lavoro “Dopo avere dedicato un documentario intero alla musica Rap in Turchia, mi sono decisa a fare da volontaria e insegnare animazione nei quartieri disagiati.” – spiega –“Ho passato due anni ad insegnare e questo film è nato dall’osservazione del mondo che mi circondava.”

Perché ha deciso di avere come protagonista di questa storia un rapper?

Amo il rap che è un genere di grande successo in Turchia. Viene usato come in maniera politica per contestare il regime. Non è un caso che sia nato nei quartieri poveri dove la gente usa questo tipo di musica per raccontare le proprie difficoltà di vita. Il rap  è una grande forza che si scontra ogni giorno con la censura. E’ anche un modo per dire no alla droga, per sfuggire ad una vita difficile. O almeno provarci. Ed è anche un modo per fare politica: molti famosi rapper hanno dovuto trasferirsi in Germania, a Berlino per evitare lo scontro da noi. Ovviamente quando questi cantano “Fuck You Mr.E…” tutti capiscono a chi si rifersice.

Qual è la situazione in Turchia?

Viviamo in una società oppressiva dove gli artisti sono costretti ad autocensurarsi. Il Rap, però, è così veloce che alle volte nemmeno i censoeri e i poliziotti capiscono.

Ricordo che durante gli scontri di Piazza Taksim dei rapper facevano le loro performance senza essere arrestati, perché non credo che i poliziotti capissero fino in fondo le parole…

Il rap in fondo è una forma moderna di poesia: cosa glielo fa sentire vicino? 

Il motivo per cui mi alzo ogni mattina è quello di raccontare storie e Hip Hop, Rap hanno la mia stessa voglia di raccontare storie..

Come fa a gestire la censura?

E’ difficile, c’è anche una crisi economica con cui devi confrontarti, e il Ministero della Cultura non ti sostiene se sei contro il governo o pensano che tu lo sia.

Basta un post su Facebook o su Instagram. When I am done dying ha avuto un ottimo riscontro alla Berlinale, ma poiché c’era sesso e droga il governo ha voluto che fosse ignorato nonostante il riscontro all'estero. Dove trovim, quindi, i soldi? Chiedi ad investitori privati, ma anche lì diventa impossibile perché hanno paura di darti denaro...hanno paura di non rivederlo eppoi c'è una crisi economica che ha ridotto il numero di investitori.

La cosa peggiore, oggi, è che gli artisti si censurano: Netflix ha dovuto censurare una serie turca dove c’era un personaggio gay. Io sto scrivendo una storia ma non metterò un personaggio gay, perché altrimenti non me lo fanno fare…Mi vergogno a dirlo, ma è così. Alle volte chiedono di tagliare delle parti…altrimenti non esci in sala.

Lei ha studiato all’estero: vorrebbe andare via dalla Turchia per potersi esprimere al meglio?

Non voglio lasciare il mio paese, ma il mio sogno è quello di fare un cinema internazionale. Bisogna conoscere un paese in profondità per raccontarlo. Per fare un film in Italia dovrei trascorrere un po’ di tempo da voi…insomma, il mio posto è qui ma sono pronta a partire per essere una cineasta che lavora anche all'estero