"Ballo, Ballo", il musical di Nacho Alvarez sulle canzoni di Raffaella Carrà

'Ballo, Ballo' è un musical di Nacho Alvarez sullo stile 'Mamma Mia' interamente basato sulle canzoni di Raffaella Carrà

Il regista Nacho Alvarez e Raffaella Carrà

Il regista Nacho Alvarez e Raffaella Carrà

Marco Spagnoli 24 gennaio 2021

Ballo, Ballo è una commedia musicale ambientata negli anni ’70, periodo segnato però anche da una rigida censura dei costumi nella Spagna della dittatura di Francisco Franco.
La storia ha come protagonista Ingrid Garcia-Jonsson nei panni di Maria, una ragazza piena di vita e voglia di libertà, con la grande passione del ballo.

Dopo avere abbandonato il suo promesso sposo davanti all’altare di una chiesa di Roma, torna a Madrid per scoprire cosa vuole davvero dalla vita. Va a vivere con la sua amica Amparo e con un colpo di fortuna riesce a entrare nel corpo di ballo del programma televisivo di maggior successo del momento, Las noches de Rosa. Lì si innamora di Pablo, figlio del temibile censore televisivo Celedonio, che sta seguendo le orme del padre nell’emittente televisiva. Accompagnati dai più grandi successi di Raffaella Carrà, in un turbinio di musiche e di coreografie in technicolor, Il regista Nacho Alvarez, costruisce su questa trama un racconto brillante che segue le suggestioni di Mamma Mia sostituendo alle parole e alle musiche degli Abba, la figura sexy e per l’epoca assai conturbante di Raffaella Carrà

“Questo è il musical che tutta l'America Latina e non solo stava aspettando.” Dice Alvarez “Da Tijuana alla Terra del Fuoco, dal Porto di Cadice a Barcellona, da Siracusa a Bolzano... non c'è matrimonio, sagra o festa in cui non si ascolti una canzone di Raffaella. Che sia in Spagna, in Italia o in America Latina, non c'è posto in cui non ci buttiamo in pista quando si sente la voce di Raffaella.” Dice Alvarez “Per me era giunta l'ora di rendere a Raffaella Carrà, e a tutti noi che amiamo le sue canzoni, un meritato omaggio. Ho saputo dell'esistenza di Raffaella nella mia adolescenza. Quando l'ho vista ne sono rimasto affascinato e ho chiesto a mia madre chi fosse 'quella donna'. Sono corso al negozio e ho comprato un disco che raccoglieva i suoi più grandi successi. Anni dopo, con l'avvento di YouTube, ho potuto conoscerla meglio ed è stato un viaggio senza ritorno. Insieme a molte altre persone, di diverse generazioni, sono caduto in ginocchio ai suoi piedi. È allora che ho capito che un giorno avrei fatto qualcosa con lei. A distanza di anni ho deciso di fare un musical con le sue canzoni. Dovevo inventare una storia. Ispirati dal simbolo di ciò che Raffaella impersona, abbiamo scritto un film in cui la protagonista rappresenta la libertà, l’audacia e il futuro, mentre il suo antagonista il passato, le convenzioni e la censura. Una donna che in molte occasioni è stata censurata per ciò che diceva, per come vestiva o per gli ideali che voleva trasmettere, è una persona che deve essere ascoltata. Raffaella ha rappresentato il cambiamento, la rottura delle convenzioni e l'apertura di un mondo in trasformazione. Raffaella era la novità e la censura era sua nemica. È allora che ho scoperto che la mia storia avrebbe trattato di questo.”



Riflettendo sul tema della censura Alvarez aggiunge “E’ un argomento che non era mai stato affrontato prima dal cinema in Spagna: nessuno aveva mai raccontato che cosa si potesse fare o non fare nella televisione spagnola dagli anni Sessanta ed è anche vero che Raffaella rappresentava per l'epoca una vera e propria sfida di libertà.” L’eco nel presente, nell’era dei Social Media non sfugge ad Alvarez “Il fatto di potere dire tutto non significa che oggi si debba potere scrivere tutto. Al tempo stesso, però, è sbagliato censurare così come fanno Twitter e Facebook. E’ un tema molto rilevante attraverso cui passa la libertà del nostro futuro. Chi è decide che cosa si può dire o non dire. Forse questo è l’inizio di qualcosa di molto complicato e dobbiamo stare molto attenti riguardo a quale piega prenderanno i prossimi eventi.”

Al tempo stesso, però, forse viviamo in un’epoca, forse, più puritana rispetto alla voglia di libertà di quegli anni? Alvarez conclude “Certamente erano anni molto diversi da oggi: la censura riguardava il sesso, ma non il fumo o l’alcol che è molto presente nel film. Era un’epoca più buia, ma anche più innocente in cui maniera un po’ goffa si affrontavano, nelle canzoni, temi come la sessualità e la liberazione femminile. E’ singolare che oggi tutto questo ci sembri un po’ naif, ma è anche vero che il cambiamento della società occidentale è stato accelerato, guidato e determinato dalla televisione. Una trasformazione resa ancora più innovativa e significativa dal fatto che il dittatore Francisco Franco fosse ancora in vita. Anche se oggi quel mondo ci sembra distante e un po' ingenuo, in realtà, ha portato avanti una grande rivoluzione pacifica attraverso le musiche, gli atteggiamenti e le parole.”

Di fronte a Ballo, Ballo e il grande omaggio che rappresenta, Raffaella Carrà commenta “Sentire le mie canzoni cantate da un’altra persona mi ha dato una strana, ma allo stesso tempo piacevole, sensazione… e poi le musiche sono davvero straordinarie e si percepisce anche una forza incredibile attraverso l’intero film, che ti attraversa e riesce ad arrivarti dritta al cuore! Mi è piaciuto moltissimo come Nacho Álvarez ha lavorato sulle musiche, sono inserite in un modo davvero sorprendente nel film. Gli attori sono tutti bravissimi, la storia è divertente e riesce a raccontare con leggerezza un periodo storico di grande cambiamento.”

 

 

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