Intervista sul rimorchiatore che ha salvato il canale di Suez (e l'economia di tutti)

Pierluigi Zagari commenta l'impresa del rimorchiatore napoletano protagonista di un salvataggio senza precedenti.

Pierluigi Zagari

Pierluigi Zagari

Marco Spagnoli 1 aprile 2021
E’ giustamente molto soddisfatto Pierluigi Zagari quando lo raggiungiamo telefonicamente a Lisbona dove risiede da alcuni anni per lavoro.
Il manager napoletano è uno dei membri della famiglia proprietaria dell’Augustea, la società armatrice del Carlo Magno, il rimorchiatore d’altura (“la prego non scriva off shore che qui tutti pensano che si evadono le tasse…” dice ridendo) protagonista del salvataggio del canale di Suez dove – lavorando in tandem - con un omologo olandese, è riuscito nel doppio intento di disincagliare la Ever Given bloccata da giorni nella melma e a fare abbassare il prezzo del petrolio a livelli accettabili. “La mia famiglia e io siamo molto orgogliosi di questo rimorchiatore che abbiamo visto nascere” sottolinea Zagari “Una nave al cento per cento italiana: costruita a Ravenna, con base a Napoli, con un equipaggio tutto italiano e battente bandiera del nostro paese. Il rimorchiatore è stato progettato da mio zio, comandante di lungo corso, che ha preteso una cosa sola non italiana: i motori Rolls Royce che sono una garanzia britannica come James Bond, il whisky e la Regina Elisabetta.”
Come siete stati contattati?
Abbiamo ricevuto la richiesta di aiuto qualche giorno prima che finisse l’impegno di lavoro che il Carlo Magno aveva a Dubai. Il tempo di arrivare e dopo un primo tentativo, poi, siamo riusciti a disincagliare la nave, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il mondo. Qualcuno stava già pensando come scaricare 200.000 tonnellate di container su una banchina del canale di Suez. Una follia che neanche quando è stata costruita la Sfinge…fortunatamente non è accaduto.
Dalle vostre informazioni che cosa è successo davvero?
La Ever Given è una nave che a pieno carico è alta circa 80 metri: è grande come una nave da crociera, ‘pesca’ tre metri sott’acqua, ma non ha l’equipaggiamento delle moderne navi con più eliche anche laterali per facilitare le manovre. Una nave così può passare Suez solo al centro del canale: altrimenti va a sbattere contro le pareti che sono fatte di fango. Quella sabbia, però, non è quella di Ischia…è il fango con cui hanno costruito le Piramidi. Una volta che ti incolli non ti stacchi così facilmente. La tempesta di sabbia era così forte che l’ha fatta uscire dalla rotta…
Meno male che in zona c’era Carlo Magno…
Altrimenti saremmo venuti da Napoli portando pure le mozzarelle al capitano della Ever Given…scherzo! Carlo Magno ha una capacità di “tiro” (i.e. bolllard pull) di 200 tonnellate. I nostri ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro e in poco tempo hanno liberato la nave e sbloccato la situazione. Qualcosa che non si verificava dalla guerra dei sei giorni tra Israele ed Egitto nel 1967, última volta in fui il canale fu chiuso.
Perché Carlo Magno?
Carlo Magno è stato uno dei primi rimorchiatori comprati dal nonno Salvatore. Quando l’Augustea ha ordinato il rimorchiatore nel 2006, andando a Sorrento in macchina com mio padre - ad un certo punto – gli è venuto in mente il nome che voleva dare. Ha scelto di rifarsi a quello di uno dei primi rimorchiatori avuti da tuo nonno. Io gli ho detto “Papà, a questo rimorchiatore poteva andargli pure peggio…” “In che senso?” mi ha chiesto lui “Per un attimo ho temuto che uno lo volessi chiamare Pipino il Breve…”. Il gemello del Carlo Magno, per l’appunto, fu chiamato Carlo Martello.
Si dice che l’ingaggio del rimorchiatore, pur salvando il 10% del commercio mondiale, non sia stato così ‘milionario’…
I soldi non c’entrano con questa storia e vorrei evitare di parlarne: eravamo in zona e abbiamo dato una mano. È la regola del mare, bisogna sempre aiutare chi è in difficoltà. Del resto vedere una nave battente bandiera italiana, costruita in Italia con specifiche tecniche fornite da un armatore italiano e con equipaggio italiano, è una cosa che inorgoglisce tutti quanti noi. Non solo la nostra famiglia: abbiamo ricevuto le congratulazioni un po’ da tutto il mondo e dalla maggior parte dei nostri amici e concorrenti italiani.
E’, però, vero che la sua famiglia ha un “motivo di contentezza” in più…
La crisi di Suez chiuse per sempre l’avventura di Achille Lauro, il grande armatore napoletano che ha fatto la storia della marina mondiale. Mio nonno Salvatore Cafiero era un suo comandante e soprattutto sua persona di fiducia. Il nonno fondò l’Augustea nel 1955, ricevendo i primi uffici nel palazzo Flotta Lauro da Don Achille e purtroppo negli anni a seguire vide il collasso di una delle realtà marittime più grandi al mondo. Mi piace pensare che ‘nel grande porto dei cieli’ Lauro e mio nonno se la ridono insieme. Per loro deve essere stato molto divertente assistere al fatto che Carlo Magno ha riscattato moralmente la fine di quell’impero con una nave napoletana in grado di andare a salvare gli Olandesi e quel canale foriero di sventura per Napoli e la sua marina…e penso anche che Don Achille abbia chiesto al nonno di tenerlo chiuso un’altro poco......