La perfezione non è del mondo dei killer

Il debutto del disegnatore Igort sul grande schermo è una graphic novel diventata film per il cinema

Toni Servillo in '5 è il numero perfetto'

Toni Servillo in '5 è il numero perfetto'

Marco Spagnoli 29 agosto 2019
Qualcosa si muove anche nel cinema italiano. In (spasmodica) attesa del Diabolik dei Fratelli Manetti ecco 5 è il numero perfetto, dove in una Napoli senza tempo vediamo muoversi il killer Peppilo Lo Cicero interpretato da Toni Serviilo.
La storia è quella di un uomo e della sua vendetta, di una donna (Valeria Golino) e le lacerazioni, di un amico "fedele" (Carlo Buccirosso) che si trova a sparare a fianco di un uomo che stima, che teme e con cui, forse, ha qualche conto in sospeso in più di quello che si pensi.
Storie di vicoli e delitti, di sicari e di passioni, di guerre e di potere che si stagliano su una Napoli da fumetto in un crescendo di pulsioni e di desideri temprati dalla necessità e dalla meditazione di un'età che non è più quella della gioventù.
Un film intelligente, mai banale e 'nuovo' nel senso meno scontato del termine in grado di combinare una graphic novel interessante ad una produzione che da questo progetto riesce a tirare fuori il meglio
Prodotto da Marina Marzotto, Elda Ferri e Mattia Oddone, il film soffre solo per una sceneggiatura non sempre all'altezza, che lascia qualche spazio alla lentezza di alcuni momenti non perfettamente supportati dagli escamotage del cinema, dal montaggio alla colonna sonora questa sì francamente inadeguata di D-Ross e Startuffo, sconosciuti allo scrivente, ma che non hanno mai un vero guizzo di originalità. Forse una scelta, in un film dominato inevitabilmente dal carisma di Toni Servillo, dal fascino di Valeria Golino e dalla simpatia dal retrogusto un po' oscuro per il personaggio interpretato da Carlo Buccirosso.
Altri personaggi svettano in un crescendo di interpretazioni e di caratterizzazioni che, come nei migliori albi a fumetti, sono in grado di prendersi la scena.
Un film di genere, certamente non per tutti, che può divertire e che diventa una variazione piacevole sulla solitudine di un sicario alle prese con angosce tanto esistenziali quanto metafisiche. Un prodotto al livello del cinema europeo che ci rende perfino un po' orgogliosi in virtù di questa originalità progettuale.